martedì 25 agosto 2026

 


                                                              SMOKEY GUNNER
                                                          “Love, Sex & Loneliness”
                                                                    CPT Records



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Il titolo del secondo album degli Smokey Gunner non è casuale: amore, sesso e solitudine sono le tre coordinate attorno a cui ruota ogni brano, tre elementi che chi ha vissuto davvero una relazione conosce bene, come racconta la title track “Love, Sex and Loneliness”. Non è un concept rigido, ma un filo che tiene insieme canzoni diverse per tono e ritmo. In “Stormy Sky” la band racconta il coraggio necessario per riaprire il proprio cuore dopo una delusione, ricordando che non servono grandi gesti ma presenza e sincerità. Le chitarre restano incisive, i ritornelli immediati, l’attitudine profondamente live. Un disco che non cerca scorciatoie emotive e che premia chi ascolta con attenzione.

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venerdì 12 giugno 2026

 


Indiani d'America, Masai e monaci tibetani: l'estate indigena in Bergamasca

Un festival che porta sul territorio bergamasco guerrieri Masai, monaci tibetani, nativi americani, gruppi congolesi e musicisti celti — tutto gratis. Non è fantascienza: è la diciannovesima edizione de Lo Spirito del Pianeta, in programma dall'estate 2026.

La prima tappa si svolge a Casirate d'Adda dal 18 giugno al 4 luglio, nell'area Gerundium. La seconda, dal 30 luglio al 16 agosto, ad Albino in Viale Bachelet. Entrambe a ingresso libero.

Il cast 2026 include nomi eccezionali. Vincent Rain, personaggio chiave nell'universo delle tribù native americane, è atteso il 27 giugno con la sua delegazione. Recentemente ha inaugurato il più grande Pow Wow di Albuquerque, New Mexico — il raduno di tutte le tribù dei nativi americani. Con lui arriva Miss Blackfeet, principessa iconica della sua tribù, che vive in una riserva nel Montana.

Dal primo giorno del festival, i monaci tibetani inizieranno in silenzio il loro mandala. Granellino dopo granellino di sabbia colorata, costruiranno per settimane un'opera d'arte sacra, per poi distruggerla al termine della manifestazione. Un rito di impermanenza e bellezza.

Una donna medicina purificherà ogni giorno l'entrata principale del festival secondo le usanze della sua tradizione.

Oltre agli spettacoli serali — circa 400 eventi per location — il festival offre laboratori delle culture Aztechi, Incas, Maya, Congo e Celti, conferenze, mercato artigianale con 170 espositori, 11 ristoranti etnici e un'area olistica per chi cerca un momento di pausa e riflessione.

Info: www.lospiritodelpianeta.it

martedì 11 novembre 2025

 

 

Rescue Zone presentano il video di Bed, un bellissimo concept video con atmosfere tra il dark e il sognante

https://youtu.be/5QdGz0M2Kmc?si=FSTgxb4s9jvoGavw

 

 

IL BRANO

“Bed” si esprime in modo distaccato dalla persona e racconta la condizione che ognuno di noi vive dentro le proprie paure e insicurezze. Mostra come queste ci facciano sentire oppressi, inadeguati e costantemente in conflitto con noi stessi.

È una spinta alla ribellione, prima verso le nostre stesse gabbie interiori, per provare a uscire da quelle situazioni che creiamo con gesti istintivi e affrettati. Ci ricorda che tutto ciò di cui abbiamo bisogno va cercato ed ottenuto senza compromessi e paura.

Ogni riferimento rimanda a momenti di riflessione; ogni domanda cerca una risposta, senza sapere se sarà davvero quella giusta. Il brano racconta il passaggio dalla quiete apatica alla ribellione, nella ricerca di una risoluzione personale.

 

IL VIDEO

 

Il video di Bed si apre con una mano sanguinante e una camminata lenta, come se il pericolo fosse ormai alle spalle. È solo una tregua illusoria: ciò che inquieta dentro non ha mai smesso di muoversi. La cattura e il sacco calato sulla testa segnano il ritorno inevitabile di quelle ombre.

Su un materasso, il corpo giace con il volto coperto dallo stesso sacco. Mani che vagano ai lati sfiorano lo spazio attorno, presenze che tornano a manifestarsi e richiamano ciò che era stato messo a tacere.

Sul tavolo, circondato da figure mute,

una mano scivola dall’addome al volto: un contatto che rivela la verità nascosta, come se ciò da cui si fugge trovasse comunque il modo di manifestarsi.

Nel bagno, immerso nell’abbandono, tutto si ribalta: chi tentava di fuggire diventa preda, e ciò che sembrava distante prende il controllo. Il trascinamento per i piedi legati e il cerchio rituale mostrano l’esposizione totale alle proprie paure.

Nella sepoltura nasce un impulso di ribellione, un gesto istintivo per non lasciarsi inghiottire definitivamente. La corsa ritorna, tra cadute e riprese, fino alla stessa mano sanguinante che chiude il video, identica all’inizio: il confronto con sé stessi non finisce, ritorna ciclicamente allo stesso varco.

 

 

BIOGRAFIA

 

I Rescue Zone si formano nel 2024, dall’incontro tra cinque musicisti decisi a trasformare le proprie esperienze in qualcosa di autentico e potente. Tutto parte quando Emanuele, voce della band, contatta Nicola, bassista, nel settembre dello stesso anno. Con Andrea alla batteria – compagno di palco di lunga data di Nicola – e i chitarristi Alice e Raffaello, vecchi amici uniti dalla stessa urgenza creativa, la formazione prende rapidamente vita.

Le loro influenze diverse si fondono in un sound diretto, energico e moderno, dove melodia e impatto convivono in perfetto equilibrio.

A giugno 2025 pubblicano il primo singolo, “Get Away”, seguito da “Bed”, due brani che segnano l’inizio del percorso dei Rescue Zone: una band che mette al centro l’istinto, la coesione e la voglia di suonare senza compromessi.

 

 

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